inGiappone

settembre 11, 2008

anche i Giapponesi, nel loro piccolo… (1)

Oggi nasce una nuova rubrica, intitolata: “anche i Giapponesi, nel loro piccolo…”. Mi sono reso conto che, dal mio blog, il Giappone sembra il regno della perfezione (ed in effetti è quanto di più vicino io abbia mai visto…), ma – come direbbe il padre della mia migliore amica con un’enfasi che io di certo non riuscirò mai ad imitare – “tutto il mondo è paese!”. Dunque, anche il Giappone ha i suoi lati oscuri: alle volte, come nel post di oggi, fanno sorridere – e questo giustifica il “nel loro piccolo” – ma visto che prima o poi scoprirò qualche seria magagna la incasellerò prontamente in questa rubrica.
Che ve ne pare?

Anche i Giapponesi, nel loro piccolo… si ribellano.

Ribellione alla giapponese

Come mai la chiamo ribellione? (e soprattutto, cosa c’è nella foto?)
Nelle scuole giapponesi, è obbligatorio indossare una divisa (seifuku), rigidamente uguale per tutti gli alunni. Ma lo spirito creativo alberga in ognuno di noi, ed i giapponesi non fanno eccezione: come poter esprimere lo stesso la propria personalità, dunque? Indossando, sotto la camicia della divisa, delle magliette con colori accesi o molto definiti, i cui disegni risaltino anche sotto la camicia. Geniale!? Ecco, non troppo, a dire il vero, in particolare in questo periodo dell’anno… l’estate giapponese è torrida, e, se io con solo la camicia sudo, posso immaginare il caldo che faccia lì dentro. Tra l’altro, anche durante l’ora di educazione fisica tengono la loro maglietta personalizzata, il che li obbliga a tenere, sopra la t-shirt, la FELPA della divisa da ginnastica, portandoli a temperature interne prossime al collasso.

Eh già: spiriti ribelli, questi giovani di oggi.

(effettivamente, quando durante educazione fisica sudano come delle bestie con la felpa pur di tenere la loro maglietta, fanno davvero tenerezza)

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settembre 10, 2008

Spirito di campagna

Mi sono sempre sentito un po’un “topo di città”: non ho mai vissuto in campagna, odio gli insetti, sono allergico al polline e rifuggo dall’umidità, e non ho mai avuto un briciolo d’interesse per la vita dei campi. Ma, essendo finito in semi-campagna (in effetti, Iida è una città, ma io sono alle pendici della montagna e ci sono diverse risaie da queste parti), devo ricredermi: la campagna mi piace.
Mi ritrovo ad apprezzare il gracidare delle rane alla sera, le libellule che volano il pomeriggio, qualche cornacchia che si fa beffe degli spaventapasseri e ad osservare un procione che scava la sua tana. Mi compiaccio nel vedere la frutta che matura, le castagne che iniziano a cadere dagli alberi e la spiga del riso che, carica di chicchi, è l’immagine stessa dell’abbondanza, ed ora inizia ad ingiallire.

Non mi sarei mai aspettato di cogliere la poesia dei ritmi della natura.

agosto 19, 2008

湿気が多い!- Umidità

L'onorevole condizionare (おクーラー)

Sebbene possa sembrare una scelta strana, per chi non mi conosce (…), ho deciso di dedicare quest’articolo al salvatore di milioni di giapponesi, indiscusso protagonista dell’estate, colui che accende la speranza in ognuno dei nostri cuori: il condizionatore!

Per chi non fosse pratico di estati giapponesi (come me fino a 2 giorni fa), una breve descrizione con il meteo di oggi: 36 gradi e 95% di umidità. Ovvero, l’inferno. Non mi era mai capitato di camminare per strada ed avere la sensazione di respirare acqua, e la trovo anche difficile da spiegare. In pratica, appena le porte scorrevoli si aprono (in TUTTI i luoghi chiusi c’è aria condizionata impostata ad una temperatura che, a quanto ho visto, oscilla tra i 16 ed i 20°C), vieni investito da un’ondata di particelle d’acqua tale che: 1) respirando, hai la sensazione di non stare respirando aria ma qualcosa di più denso e pesante,  2) le mani diventano lievemente scivolose 3) la maglietta diventa umida come se fosse stata stesa troppo poco tempo 4) inizi a sudare copiosamente e la (3) si appiccica alla tua schiena, diventando un tutt’uno. Durante le corse si può anche osservare un altro punto: 5) le macchie di sudore sotto le ascelle e della schiena si saldano definitivamente, e la maglietta è da considerarsi bagnata a tutti gli effetti.  Alle volte, succede che l’umidità presente nell’aria arrivi al punto di saturazione del 100%, e dunque condensi dando luogo ad una specie di pioggerelline estremamente lievi, date semplicemente dall’umidità, cosa che abbiamo avuto quest’oggi. Il tutto è reso più drammatico dal fatto che, in Giappone, sia quasi socialmente inaccettabile essere sudati (molti businessman infatti si tergono la pelata con bei fazzoletti, a nascondere le odiate gocce), il che spiega anche le temperature dell’aria condizionata basse al limite del masochismo.

tokyo air conditioning

A prova del mio discorso porto una foto: 4 condizionatori diversi in 20 metri quadri di negozietto! xD

Vista la situazione, comunque, trovo simpatico il modo che i giapponesi hanno di ringraziare il lavoro altrui, concetto che si applica anche alle cose: il condizionatore, dunque, che normalmente viene chiamato kuuraa (pronuncia giapponese dell’inglese cooler), viene chiamato o-kuuraa, ovvero qualcosa come “onorevole condizionatore”. Sensibilità tutta giapponese! Siamo al limite dello “xD”, ma trovo che quest’esempio sia appropriato per descrivere il concetto di rispetto che permea la cultura nipponica.

Shinjuku immersa nella "nebbia"

Tanto per chiudere in tema di umidità, essa limitava quest’oggi la visibilità a tal punto che, dalla torre di Tokyo, Shinjuku, a 6 km di distanza, era già immersa in una fitta nebbia!

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