inGiappone

novembre 5, 2008

Obama!

Ebbene, questa volta mi hanno sorpreso, gli americani. Non so se per pessimismo a prescindere, per sfiducia negli americani, per il fatto che una tizia come la palin possa essere stata scelta come candidato vicepresidente, per il fatto che immaginavo l’americano medio più vicino a McCain che ad Obama, per la faccenda delle macchinette contavoti truccate, o per un misto di tutte queste, credevo che Obama non ce l’avrebbe fatta. Il suo programma mi sembrava troppo vicino alle mie idee perché fosse realizzabile: avevo la sensazione che, come 4 anni fa Bush venne rieletto, ancora una volta i “red necks”, cuore dell’America, avrebbero trionfato con il loro carico di… burinità, che McCain rappresenta davvero bene. Insomma, mi sembrava tutto troppo bello per essere vero: non so come mai, Obama aveva un che di convincente.

Ora, in tutto ciò, mi chiedo: sarà all’altezza delle aspettative? Riuscirà a tenere assieme il collage di un’America che, travolta dalla crisi finanziaria, dal picco del petrolio, dalla crescita delle economie asiatiche ed oberata dai costi della sua politica imperialista, ora come ora sembra destinata ad un brusco ed irreversibile declino? Chissà. Certo è che ormai tutti ci aspettiamo grandi cose: speriamo bene.

Cosa centra tutto questo col Giappone? C’entra, c’entra… quaggiù, il clima politico degli USA si “sente”: probabilmente per via di un retaggio dell’occupazione americana di 50 anni fa e per via degli strettissimi legami economici che stringono USA e Giappone (se crolla l’America, il Giappone, in buona misura, sprofonda con lei), le notizie dall’America sono sempre aggiornate: per queste elezioni, nel telegiornale della TV di Nagano sono stati trasmessi servizi da TUTTO il mondo, dal paese natale del nonno di Obama, in Kenia, ad Okinawa, passando per un villaggio del Montana nordorientale, dove, a quanto pare, non ci sono neri, e questo dovrebbe far perdere Obama in Montana (in effetti, non è che abbia capito molto dal servizio in giapponese xD). C’è, paradossalmente, più partecipazione alla politica americana che a quella giapponese, almeno da parte dei giovani: Obama è simpatico a tutti, e, stamattina, in buona parte delle classi, c’erano auguri di buona fortuna per lui.

A questo punto, mi viene da chiedermi: com’è la situazione in Italia? .Sciami di ragazzine urlavano “Ieesu uii ken!” (Yes we can) quando il professore di inglese entrava in classe dicendo “Obama ha vinto”?
Sono curioso di sapere se in tutto il mondo ci sia stata una così grande partecipazione popolare come qui in Giappone.

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