inGiappone

settembre 17, 2008

Riso

E’ incredibile il peso che ha il riso in Giappone: si dice che sia come il grano da noi – il che, per l’incidenza percentuale nella dieta, è vero – ma in realtà è molto più presente che non da noi. Quando mai avete visto una pubblicità che pubblicizzasse mietitrebbie in televisione? Ecco, appunto…
Sul meteo nazionale, della NHK, si vedono, oltre alle temperature di tutto il Giappone e tutti gli “avvenimenti meteorologici”, segnali di allarme, indice di asciugatura panni stesi e quant’altro, anche i progressi della mietitura del riso d’autunno e dell’avanzamento della fioritura dei ciliegi d’estate.

Tutto questo, comunque, per dirvi una cosa: è arrivato il tempo della raccolta!! (^_^) Da due mattine che vado a scuola, vedo i contadini che raccolgono il riso!!

Riso steso ad asciugare

Riso steso ad asciugare

Le costruzioni di legno nella foto servono per far asciugare il riso, probabilmente prima o poi lo tireranno dentro visto che sta arrivando un tifone (!!). Il bello è che lasciano tutto il raccolto così, all’aria, senza aver paura che nessuno rubi nulla (e, con quello che costa il riso giapponese qui – quello d’importazione è molto meno caro -, ce ne vuole per non lasciarsi tentare…).

Effettivamente, sono stato molto più conciso di quanto prevedessi, ma sto davvero svenendo sulla tastiera, quindi updaterò (…) domani, se riesco a tirar fuori qualcosa di plausibile.
Oyasuminasai!
Marco

settembre 10, 2008

Spirito di campagna

Mi sono sempre sentito un po’un “topo di città”: non ho mai vissuto in campagna, odio gli insetti, sono allergico al polline e rifuggo dall’umidità, e non ho mai avuto un briciolo d’interesse per la vita dei campi. Ma, essendo finito in semi-campagna (in effetti, Iida è una città, ma io sono alle pendici della montagna e ci sono diverse risaie da queste parti), devo ricredermi: la campagna mi piace.
Mi ritrovo ad apprezzare il gracidare delle rane alla sera, le libellule che volano il pomeriggio, qualche cornacchia che si fa beffe degli spaventapasseri e ad osservare un procione che scava la sua tana. Mi compiaccio nel vedere la frutta che matura, le castagne che iniziano a cadere dagli alberi e la spiga del riso che, carica di chicchi, è l’immagine stessa dell’abbondanza, ed ora inizia ad ingiallire.

Non mi sarei mai aspettato di cogliere la poesia dei ritmi della natura.

agosto 29, 2008

Un po’della mia vita quotidiana… (1)

Filed under: cronache,vita quotidiana — marco @ 10:10 pm
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Oggi vorrei descrivervi un po’ come si stanno svolgendo le mie giornate qui ad Iida: cominciamo dalla casa.

La mia famiglia ospitante, a quanto ho capito, è abbastanza ricca: abito in una villa unifamiliare, grande, a due piani, e con il tetto in tegole giapponesi tradizionali.
Entrando, si accede all’ingresso, dove si devono togliere le scarpe, e subito dopo si apre il corridoio: alla destra, tre porte: una è lo sgabuzzino, una quella di camera dei miei genitori e quella di camera mia.
Ho una stanza tutta mia, con il computer ed internet wifi, da cui tra l’altro vi sto scrivendo ora, che affaccia da un lato sul corridoio e dall’altro sulla veranda coperta, dove c’è un tavolo sul quale in genere mangiamo. Procedendo lungo il corridoio, si arriva al salone, che è dominato dallo schermo al plasma da mezzo miliardo di pollici (completato da zona relax con poltrone e dolby surround) e dal tavolo del computer. Da un lato, affaccia sulla veranda coperta, dall’altro si accede alla cucina. La cucina è grande, con una penisola e due frigoriferi, e credenze con sistema anti-terremoto fatto in casa, legando le estremità delle maniglie degli armadietti tra di loro. C’è una grande vetrata che dà su uno splendido campo di riso che ora, carico di chicchi, sta per essere raccolto. Eh sì, sono contagiato dallo spirito campagnolo!
Comunque, al lato della cucina c’è un ripostiglio abbastanza grande, straripante di roba. Ma ritorniamo al corridoio: sulla sinistra, ci sono tre porte. La prima è un altro ripostiglio; la seconda è il bagno vero e proprio, con lavandino e vasca da bagno in stile giapponese (ofuro); la terza, davanti camera mia, è il WC (o, meglio, uoshuretto, pronuncia giapponese di washlet, cioè quelle diavolerie elettroniche che qui usa mettere sopra il volgare cesso) con lavandino spartano, che funziona dopo aver scaricato e la cui acqua va a ricaricare lo sciacquone successivo.

Nel piano di sopra… non ci vivo, dunque magari lo descriverò una prossima volta!

Provvederò comunque a postare foto!!

Ora sono distrutto… oyasuminasai!

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