inGiappone

dicembre 27, 2008

Mai dire mai…

Quando un’immagine dice più di mille parole…

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"Alle scuole elementari i bimbi puliscono in ginocchio, passando stracci sul pavimento"

Ora, reduce da una giornata di pulizia straordinaria della scuola prima della chiusura invernale (che poi sarebbero 7 giorni… ma, considerato che in estate non chiude mai, è relativamente molto) posso aggiungere qualcosa al mio vecchio report sulle pulizie alla scuola elementare – ed anche al liceo, quando capita: gli stracci si maneggiano a mani nude e si immergono ripetutamente nel secchio dell’acqua, che, da subito gelida, diventa col passare del tempo anche alquanto sporca. Aggiungete il fatto che a scuola non c’è (molto) riscaldamento (e a questo dedicherò un post) e vi ritroverete in breve ad intingere le vostre manine congelate dentro un secchio già di suo non invitante.

effettivamente, c'è del masochistico nel non usare un mocio o qualcosa di simile...

effettivamente, c'è del masochistico nel non usare un mocio o qualcosa di simile...

Effettivamente, non è così drammatico farlo solo nei giorni di pulizia speciale… però un po’di domande sul perché non usare un qualcosa di meno faticoso me le sono poste.

Ovviamente, nell’eterno dilemma (che io comunque non mi sono mai posto, ma che a quanto pare affligge più di qualche italiano) di: “Che faccio, la butto per terra oppure aspetto il prossimo cestino?”, di certo aiuta.

(per completare il quadretto di ironia della sorte, rinfrescatevi la memoria qui e qui)

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dicembre 20, 2008

La scopa del rispetto (2): pulizie

Visti sia l’interesse (?) suscitato dal post precedente sia la mia benevola munificenza (?) sia, più che altro, lo spaventato commento di Saya, approfondirò l’argomento “pulizie”.

Innanzitutto, è sbagliato dire che le pulizie siano una grande faticata: immaginate se, al posto dei tre sottopagati bidelli della multiservizi, a pulire ci fossero tutti gli allievi del liceo (che, nel mio caso, sono circa 2100 persone). Ammettendo pure che ci siano un 20% di demotivati (il che è pessimistico, considerate le sanzioni per chi salta le pulizie senza preavviso), restano 1680 persone, che è pur sempre una bella somma. E’ come se, per fare le pulizie di casa, foste in 20 persone: mi sembra evidente che, alla fine, ciascuno fa poco o niente: un colpetto di scopa, una scrivania spostata, una sedia rimessa al suo posto e, senza fare troppo i pignoli, si finisce in fretta. Lo stesso vale per la scuola, dove il tempo delle pulizie è di circa 15 minuti, che si rispettano con facilità.

qualche foglio caduto durante lo spostamento dei banchi, polvere e niente più!

il bottino delle pulizie di classe: qualche foglio caduto durante lo spostamento dei banchi, polvere e niente più! se c'è un luogo comune vero sui giapponesi è che sono civilissimi!

Per quanto riguarda le pulizie della classe, come è lecito aspettarsi, essendo le più importanti, c’è un protocollo abbastanza rigido da seguire (il gruppo pulizia classe è di 12 persone): per prima cosa si spostano tutti i banchi in fondo (ciascuno il proprio, mettendo le sedie a gambe all’aria sopra il banco), poi si sposta tutta la polvere e le cartacce accumulate in 8 ore di scuola verso il fondo, facendola scorrere negli spazi liberi tra le file di banchi, poi 4 persone rimettono i banchi a posto (senza rimettere a posto le sedie, questo spetta all’occupante del banco), uno rimette a posto le scope nell’armadietto apposito (che compito difficile!), due raccolgono la polvere accumulata e cinque svuotano i cinque cestini della raccolta differenziata.

Lavorare di meno, lavorare tutti!

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