inGiappone

dicembre 25, 2008

Merii Kurisumasu!

Quest’oggi, stremato da una lunga giornata di impegni (…), mi terrò sul sintetico e vi augurerò buon Natale alla giapponese:

Merii kurisumasu! (= Merry Christmas)

Se invece foste compagni di classe… un più informale “Merikuri”!

Se, ancora, voleste creare un esotico miscuglio dai dubbi risultati, potreste augurare un “Kurisumasu omedetou”, o, in casi di formalità estrema, “Kurisumasu omedetou gozaimasu”

Insomma, il succo è: buon Natale a tutti!
(^_^)

Marco

P.S. Chi di voi è mai andato a scuola il giorno di Natale? Lo vedete che il Giappone è un paese davvero unico…!

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dicembre 10, 2008

È Natale!

(ATTENZIONE: questo prodotto di automedicazione senza obbligo di ricetta contiene dosi smodate di ironia. Non prendere le cose scritte troppo alla lettera più di una volta al giorno, non immaginare che Marco viva con repellenza quanto raccontato in misura superiore alle dosi prescritte, non pensare che disprezzi la sua famiglia giapponese o il Giappone per quanto scritto sulla confezione né che si stia elevando eccessivamente a giudice della situazione; non inalare, non mescolare con acido citrico o cloridrico in condizioni di bassa pressione atmosferica e tempo sereno; non somministrare ai bambini sotto i 35 anni; se il sintomo persiste consultare l’arredatore; leggere attentamente il foglietto illustrativo)

Ebbene, se anche voi foste rimasti sconvolti leggendo della spaventosa mancanza di alberi di Natale in Svezia sul blog di Carlotta, io, tralasciando la promessa di scrivere un articolo sul ponte più lungo del mondo (in effetti, è passato troppo poco tempo dal ponte di Naruto, e non vorrei dare l’impressione di stare lentamente scivolando verso un blog di ingegneria!), provvederò a confortarvi, sempre che riusciate a districarvi fra la mia nodosa sintassi. Ad onor del vero, è sempre stata simile al nodo di Gordio, ma è, in questo particolare frangente, complicata dal fatto che, parlando in giapponese, la grammatica cambi completamente, facendo sì che io non riesca più a tenere sotto controllo il mio amore per l’ipotassi.

Si parlava, comunque, di alberi di Natale (in giapponglese, “クリスマストリー・kurisumasu torii” oppure “クリスマスツリー・kurisumasu tsurii”, con l’ultima che ha guadagnato, negli ultimi tempi, la maggioranza del consenso, per ragioni che vanno al di là della comprensione dell’autore): quantunque in Giappone il Natale non sia che una mera ricorrenza commerciale – non che mi dispiaccia, sia chiaro… in fondo, non essendo religioso, per me in Italia è sempre stato lo stesso – e nonostante la crisi economica nella quale il Giappone sguazza allegramente da 18 anni si stia approfondendo, gli alberi di Natale sono assolutamente fantasmagorici, quello della mia famiglia in testa.

Babbi Natali, zucche, topolini fosforescenti, festoni, ghirlande, paccottiglia kitsch tipo renne illuminate e zucche volanti, gazebi addobati e chi più ne ha più ne metta, abbondano in maniera spropositata, lasciandosi superare solo dai creatori del genere, gli americani, che, effettivamente, rimangono sempre un passo avanti sia sulla grottesca mostruosità degli oggetti sia sulla quantità delle luminarie.
Comunque, una foto di casa mia, vista dalla strada: provate a contare gli alberi di Natale…

eccola! è lei, casa, addobbata per le feste!

eccola! è lei, casa, addobbata per le feste!

Quanti ne avete trovati?
Io ne vedo… quattro: uno dentro la finestra dell’ingresso, uno accanto alla finestra dell’ingresso, uno in mezzo alla foto ed uno, che sicuramente non avrete mancato, illuminato in blu e bianco. A ciò si aggiungono: una stella gialla e cascata di luminarie blu e bianche dal balcone del secondo piano, una renna che si intravede nascosta fra la recinzione, un copri-gazebo in luce bianca calda, una slitta di babbo natale ed una scritta “Merry Chrismas” nella finestra della veranda (sulla sinistra), una zucca a quattro ruote di cenerentola, e, gran finale, un orrendo Mickey Mouse che s’illumina di rosso e fa una musichetta melensa, che si aggiudica la palma dell’oggetto più grottesco, pur con un’agguerrita concorrenza. Per sottolineare il suo merito, gli ho dedicato un primo piano:

mikki mausu!

mikki mausu!

A parte l’ironia sullo stile kitsch americano delle luminarie medie, devo ammettere che sono abbastanza spettacolari e che, probabilmente, la mia famiglia sta esagerando le celebrazioni per il Natale per mettermi a mio agio, dunque sono loro riconoscente per questo! Grazie mille okaasan! (^_^)

Visto che dalla prima foto non si carpiva lo splendore della renna, né quello della zucca, né quello del giardino in generale, uno scatto per immortalare il loro meritevole splendore:

è Natale, tutto fa brodo!)

il giardino di casa! sulla sinistra, la renna Rudoruhu (Rudolph/Rudolf), sulla destra, la zucca di Cenerentola (vabbè, suvvia, non stiamo a guardare troppo per il sottile: è Natale, tutto fa brodo!); in alto, illuminazioni a cascata

Notare che, sigh sigh sob sob, la neve si è già sciolta! Effettivamente, inerpicarmi per la salita che porta a scuola con neve e ghiaccio ha cambiato radicalmente i miei pensieri sull’idilliaco regno etereo della neve…

Ultima foto per il protagonista indiscusso del giardino, autoproclamatosi vincitore dell’ambito (?) titolo di “Miglior albero di Natale del sottoquartiere di Miyanoue 2007”, un’istituzione al punto che, una volta che il timer per l’accensione non era partito, la vicina è venuta a chiedere: “Ma che è successo? Non accendete l’albero?”.
Peccato solo che la foto non gli renda giustizia… ma, ovviamente, con -2 gradi ed una pioggia in corso, non andrò di certo a rifarla!

ecco l'albero maestro, se mi passate la pessima battuta...

ecco l'albero maestro, se mi passate il pessimo gioco di parole...

メリークリスマス・Merii kurisumasu!!!

novembre 14, 2008

Viaggio a Kyōto ed Ōsaka (1): 新幹線!

Chiunque sia appassionato di Giappone, di sicuro conosce lo Shinkansen: il primo treno superveloce del mondo, che da solo registra più transiti giornalieri di tutte le altre linee ad alta velocità del mondo messe insieme, che detiene innumerevoli record e del quale i giapponesi sono comprensibilmente orgogliosissimi.

Ora, cos’ha di così speciale lo Shinkansen? Si può obiettare che la sua velocità non è più impressionante come lo era un tempo, e che, sebbene detenga ancora il record di velocità mondiale – con 581 km/h di velocità massima – questo è stato ottenuto con treni a levitazione magnetica, che non entreranno in funzione prima del 2025: la velocità massima dei treni normalmente in funzione non si distanzia più di tanto da quella del nostrano ETR 500. In effetti, però, ciò che conta è la media: lo Shinkansen non viaggia su rete normale ma su binari completamente separati dalla rete ferroviaria tradizionale, il che gli permette di mantenere delle medie elevatissime per lunghe distanze: è ciò che, in Italia, c’è stato finora sulla tratta Roma-Firenze, e che solo recentemente si sta espandendo al resto delle città italiane. In Giappone, tutto questo c’è dal 1964!

Shinkansenia sunt omnia divisa in partes tres: Nozomi, il più veloce, percorre la distanza tra Tōkyō ed Ōsaka in due ore e trenta minuti e ferma solo a Nagoya, Kyōto ed Ōsaka; Hikari, che è lievemente più lento e ferma ad altre stazioni intermedie ed infine il Kodama, che è il più lento in assoluto e che viene – scherzosamente – chiamato “Il treno locale extra-rapido”: pur fermandosi in molte cittadine minori, resta sempre uno Shinkansen!

Ecco il treno su cui sono salito io, all’andata:

lo Shinkansen serie 300

lo Shinkansen serie 300

E’uno Shinkansen serie 300 operante nel serivizio Kodama (il più lento), ed infatti ha fatto una fermata nel pur breve tragitto tra Gifu-Hashima e Kyōto (140 Kilometri): da dentro il treno, non si avverte una particolare sensazione di velocità, ma, facendo un paio di conti, ho scoperto che – fermata di 3 minuti con sorpasso del Nozomi inclusa – i 140 kilometri sono stati percorsi in… 35 minuti, il che dà una media di 240 km/h: niente male!

Ecco un video del Nozomi che attraversa la nostra stazione senza fermarsi:

La cosa che più mi ha sorpreso è che lo Shinkansen non fa quasi per niente vento: al contrario dei treni normali, che fanno un risucchio spaventoso, lo Shinkansen passa senza muovere un filo di vento, presumibilmente per il suo disegno aerodinamico. Inoltre, a vedere il video sembra lento, ma dal vivo fa tutt’un altro effetto!

Ora, la sezione curiosità: sulle piattaforme su cui si aspetta lo Shinkansen (come anche su quelle delle normali metropolitane, per la verità) è indicata la posizione in cui il treno si fermerà e sono disegnate delle linee, in modo da potersi mettere in fila ordinatamente:

eccoli, che fanno la fila ordinatamente

eccoli, che fanno la fila ordinatamente!

Quelli che vedete nella foto sono i miei host-zii, che mi hanno offerto questo viaggio ed a cui va la mia riconoscenza; e le linee sul pavimento dietro il numero servono appunto per sapere dove si fermerà la carrozza, come dimostra questa foto:

notare l allineamento imperfetto!

notare l'allineamento imperfetto!

Noterete che l’allineamento non è perfetto: anche in Giappone, queste cose capitano!!

Per concludere: un paio di foto della nuova stazione di Kyōto, edificio in stile ultramoderno progettato da un architetto della cittadina dove vivo (Iida)! L’edificio ha suscitato polemiche furiose proprio per il suo stile, che molti giapponesi ritengono non appropriato ad una città antica come Kyōto. A dire il vero, io trovo le polemiche esagerate: è vero che Kyōto ha molti luoghi di inestimabile valore artistico, ma chi si aspettasse una Firenze giapponese resterà deluso. In effetti, la gran parte di Kyōto è caratterizzata dallo stesso squallore disordinato di cemento che affligge tutte le città giapponesi, senza eccezioni, ed i templi emergono come isole di pace all’interno del grigiore. Se fosse stata una distesa di casette tradizionali giapponesi sarei stato contrario anch’io, ma Kyōto è una città in gran parte moderna.

latrio della Shin-Kyoto Eki

l'atrio della Shin-Kyoto Eki

Ed ecco una visuale notturna della stessa:

la Shin-Kyoto Eki vista dal suo lato... ehm... probabilmente, settentrionale

la Shin-Kyoto Eki vista dal suo lato... ehm... probabilmente, settentrionale

Notare che c’è il riflesso della Kyōto Tower (altro scempio architettonico) sulle vetrate di destra e che, in Giappone, è già Natale (per la verità, è già Natale dalla fine di Harouiin – ovvero Halloween).

UPDATE

Mi ero dimenticato… e tutto questo ben di Dio, quanto ci costa? Parecchio assai, direi…

4300 Yen per un sola andata!

4300 Yen per un sola andata!

Questo è il biglietto che ho usato per il tratto tra Gifu-Hashima e Kyōto (paragonabile, diciamo, ad un Bologna-Firenze): 35€ per un posto non prenotato (il che vuol dire che, se ti va male, non ti siedi!) e di sola andata! Come fa notare Rob nei commenti, quasi tutti prendono il Nozomi, dunque il Kodama e lo Hikari sono spesso semi-vuoti: sedersi dunque è probabile. Già che ci sono, vi mostro una foto dell’orario dei treni:

notare la preponderanza dei Nozomi (in arancione) rispetto ai Kodama (blu) ed agli Hikari (rosso)

orario dei treni: notare la preponderanza dei Nozomi (in arancione) rispetto ai Kodama (blu) ed agli Hikari (rosso)

Notate che i Nozomi (in arancione) ci sono ogni 10 minuti e sono molti di più dei Kodama (in blu) e degli Hikari (in rosso). Questo perché, come è lecito aspettarsi, la maggior parte delle persone viaggia tra le città principali, che sono collegate dal Nozomi: in un Ōsaka-Tōkyō, perché impiegare 35 minuti (nel caso dell’Hikari) oppure un’ora e mezzo (nel caso del Kodama) in più per fare lo stesso tragitto (che si copre col Nozomi in 2 ore e 25 minuti)?

Buonanotte giornata a tutti!

Marco

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