inGiappone

settembre 23, 2008

I Giapponesi e la varietà 2

Eh eh, visto il clamoroso successo (??) riscosso dal precedente post sulla varietà nei supermercati giapponesi, quest’oggi posterò il sommo capolavoro raggiunto da anni ed anni di marketing planners tesi a spremere ogni varietà di gusto che sia possibile infilare dentro una gomma da masticare.

Il risultato è…

chi si offre per provare le gomme da masticare al rosmarino?

chi si offre per provare le gomme da masticare piccanti al rosmarino?

121 tipi di gomme da masticare – nello stesso supermercato delle patatine dell’altra volta!
Sarebbe interessante provarle tutte… io intanto ho preso quelle di Doraemon perché non potevo astenermi! (^_^)

-)

suvvia... non è adorabile?? 🙂

Ecco, l’unica cosa che mi dispiace è che nella foto Doraemon non abbia il suo “takecoputaa” (l’elicotterino… come si chiama in Italiano??), ma pazienza, (forse) esistono dolori peggiori nella vita! xD

Un saluto dal Giappone,
Marco

Annunci

settembre 18, 2008

I Giapponesi e la varietà

Del Giappone amo moltissime cose, e fin qui ci siamo… mentre alcuni punti, come la cortesia della gente, il rispetto delle regole, la sicurezza e le tradizioni, sono quelli per cui ho scelto il Giappone per la mia esperienza all’estero, altri si stanno rivelando qui, giorno per giorno. Dunque, vorrei raccontare un po’ del Giappone quotidiano che magari non ci si aspetta, o che comunque sorprende in ogni caso.

Bene, andando a fare la spesa con la mia okaasan (お母さん・mamma), mi sono imbattuto nel supermercato giapponese tipico (eh, ormai con ben 5 supermercati girati sono praticamente un veterano della spesa! xD), di cui i giapponofili hanno sicuramente già notizie, come, ad esempio, il fatto che l’imbustatura avvenga con calma dopo le casse, che è sicuramente comodo e civile, oppure i costi a dir poco astronomici di frutta e verdura, oppure le splendide confezioni con cui è imbustato tutto, dal sashimi pretagliato alle zucchine (!!), vendute una ad una a 100 Yen (0,75€) l’una (e siamo in campagna, in una zona dove dal campo al supermercato ci passano sì e no 5 kilometri! Immagino in città…). Quello che però mi ha colpito più di tutte le cose è stata la varietà dell’offerta. Per capire di cosa stia parlando, posto una foto:

patatine per tutti i gusti... altro che quelle della pubblicità italiana...

Ecco, queste “poteto chippusu” (ポテトチップス・potato chips, ovvero patatine) sono SOLO quelle della Calbee (marca, a quanto ho capito, leader): 13 tipi di patatine diverse di una sola marca! Aggiungendo tutte le altre, viene fuori un’intera corsia di supermercato di sole patatine fritte, escludendo quelle surgelate… ce ne sono di tutti i gusti: dal pepe nero ai gamberoni, dalle verdure alla pizza, passando per sale ed alga nori (!), chi più ne ha più ne metta! Stesso discorso vale per biscotti, saponi, deodoranti, bagnischiuma, confezioni di ramen istantaneo, obento (per i non giapponofili, il pranzo di milioni di studenti e salaryman), cioccolatini… insomma, c’è davvero di tutto, compreso il burro di arachidi di Peanuts che è davvero kawaii (^_^)! Ma in assoluto quello che mi stupisce di più ogni volta sono le bevande: tra jidoohanbaiki (distributori automatici di bibite, che in Giappone ad ogni angolo della strada), quelle che vendono nei konbini e quelle che si trovano al supaamaketto (スパーマケット・pronuncia giapponese di supermarket) ce ne sono una quantità impressionante: dalla “melon soda” (brodaglia verde kriptonite frizzante al limite dell’incredibile dal sapore di disinfettante) al tè giapponese all’orzo-frumento (che all’inizio del viaggio mi faceva schifissimo e che ora invece è diventato la mia bevanda preferita in assoluto), passando per la “Coca-cola vitaminica”, innumerevoli tè al latte di tipi diversi (ognuno dei quali fa a gara ad imitare di più lo “stile inglese” sulle etichette, con faccioni di pietra seri e titoli del tipo “il tè del pomeriggio”), bevande improbabili tipo succhi di pomodoro o di mandarino del Kyushu, di mela o di mango, bevande energetiche all’estratto di anguilla o ai sali minerali tipo “gatorade”, succhi gelatinosi alla fragola o al limone di Shichiria (Sicilia!), caffè in lattina con latte o senza latte, caldo o freddo, con cacao o con vaniglia… la varietà è talmente grande da essere disorientante, ed in effetti guide come questa vengono utili (tra l’altro, il tè all’orzo menzionato è quello che è diventato il mio preferito)!!

Insomma, in Giappone avrete sicuramente modo di soddisfare i vostri gusti, qualunque essi siano!
Questo era il lato postivo del giorno!
Alla prossima,
Marco

settembre 16, 2008

Musichette dei centri commerciali: parte seconda

Ok, avevo promesso che avrei updatato (? grammatica creativa…) il post di Yamada Denki, e vorrei dare la spiegazione di quella stranissima musichetta che ripete “Yamada Denki” in continuazione.
Bene, avete presente il detto secondo il quale “In Giappone, ogni cosa parla”? Probabilmente no, se non siete mai stati in Giappone, però, garantisco io (xD), ogni cosa (eccetto il water, che fa solo musichette polifoniche) parla.

Treni ed autobus annunciano ogni stazione, i distributori automatici augurano il buongiorno, nei negozietti una vocina registrata, oltre alla cassiera, ti saluta quando entri… possono i centri commerciali essere un’eccezione? No di certo!
La tradizione delle macchinette parlanti, unita alla passione per i messaggi subliminali (?) ed i ritornelli (pubblicitari, ma non solo) ossessivi, ha creato un mostro che deve ancora atterrare sul nostro lontano pianeta: le musichette dei centri commerciali. In pratica, ogni grande catena di elettronica che si rispetti ha una sua musichetta identificativa, che, nei negozi più importanti, è addirittura “personalizzata” con il nome della filiale (!): queste musichette ossessive, mandate a ritmo continuo, ed unite a venti polari di aria condizionata sulla schiena sudata e luci forti al limite della dolorosità, possono rendere la visita ad uno di questi megastore qualcosa di davvero pesante, se il tutto è superiore ad un’oretta. Ovviamente, i giapponesi sono stoicamente abituati a tutto ciò, e vista la loro passione per l’elettronica che li porta a girare tutti i negozi possibili ed immaginabili, con buona probabilità conoscono a memoria tutte le canzoncine dei megastore della zona (con i miei, ieri sera, ci siamo messi a cantare le canzoni di “Yamada Denki” e “Yodobashi Camera”, due catene che qui sono onnipresenti, il che vi fa capire a che punto io ami questi simboli del trash ed a che punto restino facilmente impresse!).

Se andrete a fare shopping di elettronica in Giappone, sono sicuro che rimarrete contagiati (in bene o in male!) anche voi!
Prima di lasciarvi, una chicca: direttamente dagli anni ’80, la primigenia canzone originale di Yodobashi Camera. “Buon” ascolto!

E… come saluto, l’immancabile, brevissima ma assolutamente necessaria canzoncina di Bic Camera (attenzione: dopo la 120esima volta che la ascoltate è impossibile mandarla via!)

Oyasumi a tutti!
Marco

Yamada denki!  ヤマダ電機!

Ascoltatino ascoltino!
Che dire… semplicemente superba!

(domani svelo il significato profondo…)

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.