inGiappone

ottobre 12, 2008

brevi appunti…

bene, questo e`un post che viene cosi` come viene, e che scrivo solo per dire che:
1) mi sono rotto le palle di assistere alle undookai di mezzo mondo
2) i giapponesi, con mia grande sorpresa, fanno commenti alle terme (a chi conosce le terme alla giapponese, ed immagina il tipo di commenti, dico: si`, quel genere di commenti)
3) i bimbi giapponesi sono carucci al punto che viene da sorridere ogni volta che ti sorridono, il che mi fa sentire abbastanza ebete, ma vabbe`
4) odio le tastiere giapponesi: possibile che non ci siano gli accenti?? (si`, in effetti come nelle nostre non ci sono i kana… ma vabbe`, scoccia uguale!)
5) il soffitto degli appartamenti e’troppo basso, io quasi sfioro l`architrave della porta! mi sento claustrofobico
6) quanti giapponesi (piu`un baka gaijin) possono entrare in un appartamento da 35 metri quadri lordi? la risposta e`… 11! questo vuol dire che ognuno ha a disposizione una media di 3,18 metri quadri, compresi il bagno, l`ofuro e la cucina, e senza contare lo spazio occupato da mobili e pareti. qualcuno capisce perche`di tanto in tanto sembra che mi manchi l`aria?

gran finale) ho visto oggi una cosa da archiviare negli annali… robe incredibili, che postero`non appena potro`connettere la macchina fotografica al computer!!

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settembre 11, 2008

anche i Giapponesi, nel loro piccolo… (1)

Oggi nasce una nuova rubrica, intitolata: “anche i Giapponesi, nel loro piccolo…”. Mi sono reso conto che, dal mio blog, il Giappone sembra il regno della perfezione (ed in effetti è quanto di più vicino io abbia mai visto…), ma – come direbbe il padre della mia migliore amica con un’enfasi che io di certo non riuscirò mai ad imitare – “tutto il mondo è paese!”. Dunque, anche il Giappone ha i suoi lati oscuri: alle volte, come nel post di oggi, fanno sorridere – e questo giustifica il “nel loro piccolo” – ma visto che prima o poi scoprirò qualche seria magagna la incasellerò prontamente in questa rubrica.
Che ve ne pare?

Anche i Giapponesi, nel loro piccolo… si ribellano.

Ribellione alla giapponese

Come mai la chiamo ribellione? (e soprattutto, cosa c’è nella foto?)
Nelle scuole giapponesi, è obbligatorio indossare una divisa (seifuku), rigidamente uguale per tutti gli alunni. Ma lo spirito creativo alberga in ognuno di noi, ed i giapponesi non fanno eccezione: come poter esprimere lo stesso la propria personalità, dunque? Indossando, sotto la camicia della divisa, delle magliette con colori accesi o molto definiti, i cui disegni risaltino anche sotto la camicia. Geniale!? Ecco, non troppo, a dire il vero, in particolare in questo periodo dell’anno… l’estate giapponese è torrida, e, se io con solo la camicia sudo, posso immaginare il caldo che faccia lì dentro. Tra l’altro, anche durante l’ora di educazione fisica tengono la loro maglietta personalizzata, il che li obbliga a tenere, sopra la t-shirt, la FELPA della divisa da ginnastica, portandoli a temperature interne prossime al collasso.

Eh già: spiriti ribelli, questi giovani di oggi.

(effettivamente, quando durante educazione fisica sudano come delle bestie con la felpa pur di tenere la loro maglietta, fanno davvero tenerezza)

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