inGiappone

novembre 24, 2008

Soba fai-da-te!

Oggi avrei voluto scrivere un cupo post sui parchi di divertimenti abbandonati in Giappone, ma purtroppo sono di buon umore perché nevica, dunque sarà tutto rimandato! ^^

Bando alle ciance dunque: oggi si preparano i soba fatti a mano!
La mitica Yumoto-sensei, che è una professoressa d’inglese che avevo incontrato in Italia prima di partire, mi ha offerto una giornata con la sua famiglia: con tutta la famiglia, mi ha portato a visitare una diga progettata da suo marito (amo l’ingegneria, e le dighe in particolare…), poi per pranzo a mangiare soba (tagliolini giapponesi in brodo), poi a giocare con la Wii a casa sua (tutta la famiglia ha i propri avatar e, prima che io venissi, ne hanno creato uno anche per me! ^^) ed, infine, a mangiare sushi al kaiten. E’stata davvero una splendida giornata.

Eccoci alla diga (la figlia maggiore studia per lo “Shogakusei gakuryoku shiken”, ovvero uno degli innumerevoli esami che costellano la vita degli studenti elementari, dunque non c’è!). Per gli amanti dei dettagli di progettazione (ce ne sono?), è una diga a gravità in rocce, con riempimento interno in argilla. E’stata eletta fra le 100 dighe più belle del Giappone, dunque attorno ad essa sono nati negozietti, un centro informazioni, un giardino giapponese, gradinate per osservare la diga da entrambi i lati et similia, in stile tipicamente giapponese.

tutti alla diga!

tutti alla diga!

Dopo la visita della diga, ci siamo diretti verso il pranzo in un ristorante di soba, dove, me ignaro, ci saremmo preparati da soli i soba… in effetti, la mia faccia – ero già affamato e mi accingevo a gustare il mio delizioso pranzetto – è abbastanza eloquente:

ma... ce li dobbiamo preparare noi? xD

"ma... ce li dobbiamo preparare noi?" xD

Alla fine è stato davvero divertente! Prepararli non è nemmeno così difficile: si parte dalla farina di soba, che è di due tipi diversi e viene dal frutto della pianta del soba, che è fatto così:

i triangolari frutti della pianta del soba

i triangolari frutti della pianta del soba

Al frutto triangolare, da un apposito macchinario, viene tolta la punta, che diventa la farina che vedete, nella seconda foto, a sinistra, più ruvida al tatto; successivamente, il resto viene divisto a metà da un’altra macchina, e, macinando i semi che si trovano all’interno, si fa la farina, morbida, che vedete a destra nella stessa foto. C’è anche una terza farina, che è quella di grano tenero, e che probabilmente conoscete tutti, dunque vi risparmio la sua foto!

La farina di soba morbida e quella di grano tenero si mescolano in proporzioni variabili (più grano c’è e più i soba saranno teneri), si uniforma la superficie dell’impasto e poi si versa dell’acqua calda dal centro verso l’esterno, disegnando una spirale che raggiungerà, come massima ampiezza, il 70% del diametro interno del recipiente.

fino al 70% del diametro del recipiente... guai a voi se arrivate al 71!

fino al 70% del diametro del recipiente... guai a voi se arrivate al 71!

Si porta dunque la farina dai bordi verso l’interno, per evitare di bruciarsi con l’acqua bollente, e si ripete il processo. Si ottiene così una pasta piuttosto appiccicosa, che si mischia energicamente con le mani, stando attenti a toccare il tutto con i soli palmi della mano, per evitare che entri aria nell’impasto. Per evitare che si incolli sul tavolo, si usa la farina di soba di seconda scelta.

mescolare energicamente molte volte...

mescolare energicamente molte volte...

Successivamente, si stende l’impasto sul tavolo con una tecnica particolare, che prevede che le mani scorrano sul mattarello a volte dall’esterno verso l’interno ed a volte dall’interno verso l’esterno:

notare che l impasto dovrebbe essere perfettamente quadrato!

notare che l'impasto dovrebbe essere perfettamente quadrato (ed in effetti, previo intervento dell'istruttrice, lo diventerà!

In questo modo, diventerà esattamente quadrato, e potrà essere ripiegato diverse volte e poi tagliato. Tutto questo serve a fare in modo che i soba diventino il più lunghi possibile: aspirandoli rumorosamente, alla maniera giapponese, più sono lunghi e meglio è.

il delicato momento del taglio

il delicato momento del taglio

Tagliare i tagliolini non è affatto facile: sembrano piuttosto larghi, ma in effetti sono sottilissimi, e tagliarli tutti larghi uguali è un’impresa da vero sobaiolo professionista, ed in effetti a noi sono venuti tutti “bara bara” (spaiati).

Alla fine, il risultato è questo:

ecco i nostri (imperfetti ma) deliziosi soba!

ecco i nostri (imperfetti ma) deliziosi soba!

Itadakimaaaaaaaasu!

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