inGiappone

novembre 15, 2008

E’autunno…

E, dunque, cosa mi dovrebbe trattenere dal mangiare una tempura di foglie di acero?

Tempura di foglie di acero giapponese

Tempura di foglie di acero giapponese

Molto croccante! (^_^)

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ottobre 25, 2008

Musica maestro!

Avevo accennato nel post di ieri, sul coro, che anche le esercitazioni per l’esecuzione meritavano un post per la loro stranezza.

Ecco una foto: cosa manca? (sì ci ho preso gusto con questi indovinelli da quattro soldi…)

preparazione per il coro

preparazione per il coro

Ma è evidente: l’insegnante! (in effetti, manca anche il gruppo dei maschi, che è in un momento di pausa alle mie spalle, e dunque non compare in fotografia). Il maestro di musica, infatti, NON esiste!!!
Come facciano ad arrangiarsi, da soli, a prendere gli accordi, a decidere chi debba dirigere il coro e come debba farlo – nessuno, a parte la pianista che studia piano da 8 anni, ha esperienza musicale – è un mistero. Insomma, è davvero notevole: senza che nessuno dia nemmeno un suggerimento, da soli decidono la canzone, da soli preparano spartiti ed arrangiamenti, da soli si ascoltano e si correggono… insomma, è vero che alla fine l’acuto della canzone lo abbiamo stonato, però tutto il resto è stato davvero notevole, considerato che tutto ciò che abbiamo fatto è stato realizzato solamente con risorse interne alla classe.

E’ da notare che tutto questo amore per i cori deriva dal fatto che, per i giapponesi, il coro, dove la voce di ciascuno deve andare in accordo con quella degli altri, è una delle (tante) espressioni della prevalenza dello spirito di gruppo sull’individualità: per spiegarmelo, un mio compagno mi fece un esempio, quello della tavola inchiodata. Se bisogna inchiodare una tavola al muro, bisogna che tutti i chiodi siano alla stessa altezza, altrimenti non sarebbe funzionale: se un chiodo sporge più degli altri, sarebbe pericolosa. Dunque, anche se dentro il muro ci fosse qualcosa che non permette ad uno di questi chiodi di entrare dentro, battendo e ribattendo col martello, prima o poi, anche lui arriverà alla stessa altezza degli altri.
Fuor di metafora: la tavola è la società giapponese, il pericoloso chiodo che sporge è l’individualista, il martello sono gli insegnanti e i genitori: alla fine, bene o male, anche “lui” si uniformerà. Ho sempre trovato la metafora abbastanza inquietante… non vi pare?

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