inGiappone

dicembre 16, 2008

Extreme packaging

Ecco cosa intendevo quando dicevo che in Giappone, per mangiare un dolcetto si produce una montagna di rifiuti… apertura di una scatola passo dopo passo.

pensate che per mangiare un biscotto basti aprire una scatola? ingenui!

pensate che per mangiare un biscotto basti aprire una scatola? ingenui!

Riassunto a parole: prima scatola di cartone, seconda scatola di cartone, primo involucro di plastica, secondo involucro di plastica… finalmente si mangia!!
Bisogna ammettere che però, i giapponesi, con le confezioni ci sanno fare: ognuna ha aperture facilitate che sono effettivamente facilitate, si aprono sempre alla perfezione (non come i maledetti ed antiestetici fili rossi delle nostrane confezioni casarecce, che metà delle volte sono tutt’uno con la plastica e l’altra metà si aprono male…), ed hanno spesso look professionali.

Ora, non che dei rifiuti in sé mi dispiaccia troppo (in fondo fin quando riciclano anche le etichette…), però una colazione in stile occidentale diventa un vero e proprio stillicidio di buste, bustine, pacchettini e sottopacchettini, assorbenti singoli di umidità e robe varie! Insomma, il senso di colpa cresce a dismisura, se sai esattamente quanto hai mangiato!
In più, se, come me, guardate anche alla quantità… preparatevi a sonore delusioni!

😛

dicembre 15, 2008

Alle volte, ritornano: Akashi Kaikyō Ōhashi

Se non fosse stati già soddisfatti da un post e un quarto sul ponte Akashi Kaikyō (anzi, per la precisione, Grande Ponte Akashi Kaikyō), sono qui, pronto a venirvi in soccorso. (sì, lo so che probabilmente non ve ne frega molto… ma, in fondo, è il mio blog, e posso decidere per autocompiacimento di propinarvi qualsiasi cosa! :P)

Il ponte connette Kōbe ad Awaji-shima, una sottopopolata terra di nessuno la cui attrattiva principale sono i campi di cipolle. Ora, che bisogno ci fosse di costruire un ponte del genere… lo potete capire dalla mappa: l’isola di Awaji, infatti, fa da ponte tra la popolosa zona del Kansai e la semi-deserta Shikoku, bastava unire lo stretto di Akashi e lo stretto di Naruto. Si sperava, dunque, che un migliorato accesso potesse dar via ad un decollo economico per Shikoku, ma così non è stato: le facilitazioni per le compagnie ortofrutticole di Shikoku e per chi viaggia, in compenso, restano comunque.

sul cartello: "Akashi Kaikyō Ōhashi - Zenmen chuuteisha kinshi" ovvero: "Grande Ponte Akashi Kaikyō - Divieto di sosta e fermata su tutta la superficie". Notare quanto sia curvo il piano stradale...

Si parlava, comunque, del ponte Akashi Kaikyō, detto anche “Ponte delle perle” per via della sua particolare illuminazione notturna: è un vero e proprio capolavoro ingegneristico non solo per la sua imponenza (le torri sono alte quanto grattacieli di 80 piani, e le loro fondamenta ne aggiungono altri 30; la campata principale è di 1991 metri; i cavi che sospendono il ponte sono spessi 1 metro e 12 centimetri e  sono formati ciascuno da 36’830 fili più piccoli: se messi in fila, sarebbero lunghi 300’000 kilmometri; per gli ancoraggi sono state necessarie 350’000 tonnellate di cemento e, per costruire torri e cavi, il 25% della produzione giapponese di acciai speciali è stata impegnata per 7 anni) ma anche per il luogo in cui è stato costruito, soggetto a terremoti, a tifoni e a forti correnti marine.

finalmente sul ponte!!! provate a contare le croci di acciaio della prima torre, e poi quelle della seconda... noterete che nella prima sono quattro, e nella seconda tre!

finalmente sul ponte!!! provate a contare le croci di acciaio della prima torre, e poi quelle della seconda... noterete che nella prima sono quattro, e nella seconda tre! Com'è possibile? Il ponte è talmente curvo che, guardando da un'estremità, la prima croce scompare sotto il piano stradale!

Le due torri, durante la costruzione, sopravvissero al Grande Terremoto di Awaji, Kōbe ed Ōsaka, che costrinse i progettisti a rimodellare il ponte in modo che la campata fosse un metro più larga: questo incidente di percorso ha fatto sì che i metri della campata fossero 1’991, come il mio anno di nascita, e ciò… beh, insomma, non che io creda alle coincidenze, però me lo ha fatto stare subito simpatico!

non vorrei essere l'uomo che deve stringere tutti quei bulloni...!

non vorrei essere l'uomo che deve stringere tutti quei bulloni...!

Ciò che testimonia l’amore dei giapponesi per il ponte è l’area di servizio che si trova sull’autostrada subito dopo di esso: costruita in modo che, da qualsiasi direzione si venga, si possa tornare indietro nella stessa direzione (per potersi godere un prazo in compagnia del ponte!), include anche una ruota panoramica ed un mini parco a tema che spiega i fondamentali del ponte.

confrontate la mia altezza con lo spessore del cavo!

confrontate la mia altezza con lo spessore del cavo, ed avrete un'idea della sua imponenza

Notare l’amore che i giapponesi nutrono per l’aria condizionata: la mettono anche sulla ruota panoramica!

cabina con aria condizionata... altro che la spartana dondolosità del LunEur!

cabina con aria condizionata... altro che la spartana dondolosità del LunEur!

Infine, la classica foto di rito, con me, Okaasan, l’immancabile placca commemorativa e, di striscio, anche il ponte sullo sfondo:

-(

io ed Okaasan al ponte Akashi Kaikyō: peccato che per la foto collettiva non ci sia stato tempo 😦

Per ultima, l’immancabile foto del ponte per intero:

non che la foto sia venuta particolarmente bene ma... insomma, dovevo pur farla!!

non che la foto sia venuta particolarmente bene ma... insomma, dovevo pur farla!!

Alla prossima!

dicembre 11, 2008

Risultati!

Visto che il sondaggio ha ricevuto una buona partecipazione e che avete espresso nettamente le vostre preferenze per il “Rispondere sotto il commento”, d’ora in poi farò così.

Chiedo dunque a tutti, sebbene mi dispiaccia dover richiedere un sacrificio, di controllare se io abbia risposto o meno al commento nello stesso post in cui il commento è stato lasciato.

Yoroshiku onegai shimasu!
(mmm… mmm… penso che sia intraducibile, ma, grossomodo, vuol dire qualcosa come: “Vi chiedo umilmente di essere gentili con me”, e, dunque, estrapolando dall’ambiguità: “Chiedo la vostra collaborazione in questa situazione di difficoltà”. Declinabile anche, in contesto amichevole, in “Yoroshiku”, ed, in contesti formali, in “Yoroshiku onegai itashimasu”, oppure nel formalissimissimo “Yoroshiku onegai moushiagemasu”)

dicembre 10, 2008

Akashi Kaikyō Ōhashi

Oggi è tardissimo… purtroppo, posso solo darvi un’anteprima del mio pellegrinaggio della mia visita al ponte più lungo del mondo!

Akashi kaikyō Ōhashi

Akashi kaikyō Ōhashi

Buonanotte!

dicembre 2, 2008

Indovinello…

Sì, è una triste verità: gli indovinelli sono facili da fare e, se siete il tipo che li apprezza, divertenti, dunque, affetto da una penosa scarsità di tempo – in effetti, scrivere tre post in un giorno solo è un po’una rottura di scatole – ricorrerò ancora una volta a questo espediente.

Beh, in effetti, questo, più che un indovinello, è un’occasione per riflettere.

Cosa sembra la foto qua sotto, a voi?

interno di...

interno di...

A) una stazione della metro
B) il corridoio di un hotel
C) l’interno di una sala convegni
D) un centro affari

Beh, ovviamente la risposta giusta era la metro…

Che dite, la portiamo anche a Roma questa linea della metro di Osaka?

ovvero, isola nel mezzo

nakanoshima: ovvero, isola nel mezzo, la stazione del nostro hotel

Per finire, una foto dall’interno dei treni, che sono degni di altrettanto stupore…:

sorrisi dagli zii sulla Keihan line

sorrisi dagli zii sulla Keihan line

La voglio anche a Roma, una metro così!

novembre 20, 2008

Sigh sigh sob sob…

Alla fine, la grande nevicata non venne. In effetti, la probabilità di neve era del 50%, ma oggi è stata una giornata di sole splendido e cielo tersissimo, che mi ha permesso di ammirare le montagne incappucciate di neve fresca (Iida è in una valle che separa le Alpi meridionali da una catena minore).

Comunque, visto che oggi ero in umore da nevicata (e quando non lo sono? :P), farò un tuffo nel passato e vi propinerò senza pietà le foto, venute tra l’altro in maniera pietosa (mi si appannava la lente incontinuazione! xD) della nevicata di ieri – che proprio nevicata non lo è stata (con 2 cm di neve si può parlare di nevicata?), ma comunque abbastanza per far felice un romano, che di neve in città ne vede ben poca.
Iniziamo col cortile interno della scuola…

ecco uno dei cortili interni, quello più vicino alla mia classe

ecco uno dei cortili interni, quello più vicino alla mia classe

Studenti giapponesi sfidano la tormenta (questa l’ho scattata col Nintendo DS… peccato, poteva venire bene):

il freddo arriva ma la divisa non cambia...

il freddo arriva ma la divisa non cambia...

Un improbabile banano innevato:

banano!

banano!

E, dulcis in fundo, un classico: il parcheggio (beh vedere la neve sulle macchine fa un altro effetto… perlomeno a me xD).

il parcheggio della scuola visto dal laboratorio di inglese

il parcheggio della scuola visto dal laboratorio di inglese

Alla fine, nonostante sperassi per il meglio, addio foto all’acero innevato. Sigh sigh sob sob! Sarà per un’altra volta…
Per oggi, questo è quanto. Domani è prevista ignobile pioggia, dunque la cartolina del momiji si allontana sempre di più. (ma che senso ha che piova quando fuori ci sono 4 gradi? E’assolutamente iniquo!)
Oyasumi!

novembre 18, 2008

お好み焼き!

A chiunque sia stato in Giappone per un discreto periodo di tempo (vero, Fabi-chan?), il titolo rievocherà senz’altro momenti deliziosamente memorabili.

Cosa c’è scritto? Okonomiyaki!!

Cosa sia l’okonomiyaki… letteralmente, “grigliata che ti piace”; sostanzialmente, un dono degli dei. Diffidate dei sobillatori che lo definiscono “una frittata giapponese”: questa definizione non gli rende onore! E’ di più… è l’incontro sublime di numerosi ingredienti bagnati in una leggera pastella, conditi con una deliziosa salsa e cotti su una griglia messa al centro della tavola.

Oltre a ciò, per chiunque abbia visto Ranma 1/2 e ricordi la pazza Ukyo, sono un vero must…

In pratica, questo:

Okonomiyaki!

Okonomiyaki!

Oishii!! (delizioso!)

Qui invece il cuoco (mio fratello) rigira l’okonomiyaki:

mio fratello cucina l okonomiyaki

et voilà! l'okonomiyaki è rigirato!

Purtroppo (l’ingordigia…) era talmente buono che non ho nemmeno pensato di fare altre foto mentre mangiavo… (per la cronaca: ognuno si è mangiato un okonomiyaki uguale a quello della foto più un altro quarto! E poi uno si domanda perché io stia ingrassando come un’oca per il fois gras…).

Itadakimaaaaasu (parzialmente, è l’equivalente giapponese di buon appetito)!!

novembre 13, 2008

Kyōto preview

Scusate la prolungata assenza! Come avrete letto, sono stato a Kyōto ed Osaka per due giorni e, tornato ieri, non ho avuto tempo di aggiornare il blog. Ora, visto che il viaggio mi è piaciuto alquanto, vorrei spacchettarlo in diversi piccoli post, ognuno dei quali descriva un solo luogo.

Per oggi, solo un’anteprima: il Rokuon-ji (altrimenti detto Kinkaku-ji). Un vero e proprio must per chi visita Kyōto, al quale – pur considerando che è un edificio moderno – non ci si può sottrarre.

Kinkakuji

Kinkakuji

Notare una cosa: visto che i giapponesi sono calcolatori al limite del maniacale, l’orario non è un caso! Se vedete bene nella foto, il sole batte sulla facciata principale: per prendere quel momento esatto, è stato programmato metà del viaggio, con il ritorno a Kyōto dopo la visita di Ōsaka!!

Piccola curiosità: il viaggio non l’ho fatto con la mia host family (o, meglio, con il mio “host nucleo familiare”), ma con i miei host zii: nonostante ciò, in puro stile giapponese, non mi hanno lasciato pagare nemmeno i 100 yen dell’armadietto a gettone della stazione, nonostante le mie vive proteste! Figuriamoci poi il biglietto dello Shinkansen (che, se la cosa vi interessa, economico non è) oppure l’hotel… tanto per restare negli stereotipi, hanno un’accoglienza ed una generosità davvero meridionali.

Questo è quanto! Domani penso di postare lo… Shingo-ji, che probabilmente non avrete mai sentito nominare!

Marco

novembre 10, 2008

OT

Ebbene sì, lo ammetto: anche dal Giappone, non resisto a tenermi informato sulla cronaca italiana. Non so se sia perché ho ormai passato la (non tanto) psicologica soglia di metà soggiorno, oppure perché io abbia voglia di mantenere un minimo di legami con la mia madrepatria, ma comunque spesso e volentieri spulcio le notizie più fresche che provengono dal mondo politico.

Tutto questo, dove vuole andare a parare? Oggi ho letto una notizia che mi ha fatto venire davvero i brividi, che mi ha sconvolto profondamente e che io, candidamente, non sospettavo. Sto parlando di ciò che accadde nell’ormai famigerata notte del 21 Luglio 2008, il famoso pestaggio alla scuola Diaz. Guardando telegiornali e senza approfondire la questione, ero convinto della versione ufficiale, che, visti i fatti del giorno, mi pareva anche appropriata.

Ora: sentite le parole di Cossiga e letto questo articolo su “La Repubblica”, e facendo due più due… viene naturale chiedersi se questa strategia non sia già stata applicata.

Ancora una volta, mi vergogno di essere italiano.

“Eh già, però monumenti come i nostri dove li trovi… e la cucina, eh!, la cucina…”
(futili motivi di felicità)

A proposito, domani e dopodomani sono in viaggio a Kyoto ed Osaka (e speriamo che questa sia la volta che capisco qualcosa!!).

A presto!

Marco

ottobre 23, 2008

Marco cerca aiuto!

La famiglia Furuse è stretta nella morsa del dubbio: che animale è questo?

?_?

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Per me è un ippopotamo…

(c’è anche la vaga possibilità che in tre quarti d’ora di cena ci siamo arrovellati per nulla, visto che l’ideogramma che racchiude vuol dire “raro”: magari è molto (lim x->raro) raro, nel senso che non esiste! xD)

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