inGiappone

ottobre 19, 2009

Il festival scolastico – 1

Una delle tradizioni delle scuole giapponesi che più mi mancano qui in Italia è il cosiddetto “festival della scuola”. Non so bene come spiegarlo perché non abbiamo un equivalente quaggiù… ma è un evento, di durata in media di 3 giorni, che coinvolge tutta la scuola, durante il quale si organizzano diverse attività: recitazione a teatro, concerti, gare di canto, mostre dei club di arte e calligrafia, divertimenti come “stanze dell’orrore” et similia. Ci sono anche stand che vendono diversi cibi, mercatini equi e solidali, cerimonie del tè, danze di gruppo organizzate, imitazioni e prese in giro dei professori, gavettoni, falò e fuochi d’artificio. Non manca nulla, insomma.

Per farvi respirare un po’ della gioiosa (realmente gioiosa; la parola d’ordine è: divertimento) atmosfera, posterò prossimamente qualche foto ed un video.

A presto!

ottobre 9, 2009

Comunicazione di servizio

Totoro è imperdibile ed è qui fra noi.

Vedetelo, eh!

ottobre 7, 2009

Conflittualità

Si dice spesso che gli amanti del Giappone non possano avere un unico sentimento nei suoi confronti, ma siano sempre divisi a metà tra l’amore e l’odio. Come chi ha letto il blog probabilmente sa, io appartengo alla seconda categoria, ed ho spesso espresso il mio disappunto con sarcasmo; scelta che rivendico e che trovo giustificata, per carità, ma che comunque ha i suoi limiti espressivi… ma questa è un’altra storia, che probabilmente tratterò un’altra volta.

Quanto c’è di amore e quanto di odio (o di indifferenza) in me? Vorrei chiarire il punto, anche alla luce del secondo viaggio che ho fatto quest’estate (sigh sigh, ormai è “la scorsa estate”).

In effetti, mi pare di aver intuito piuttosto vagamente che io in Giappone non ci vorrei vivere: perlomeno, non per tutta la vita. Mai dire mai, certo… soprattutto conoscendo la mia intrinseca dubbiosità, nonché la propensione a cambiare repentinamente idea. Ma vedendo come mi sono andate le cose da una prospettiva temporalmente più distaccata non posso dire di volermici trasferire seduta stante. Vi risparmio i pro, che probabilmente avete ben presente: cortesia, efficienza, rispetto, civiltà, tecnologia; in una parola, progresso. E poi ci sono le città… uno spettacolo. E la sensazione di essere sempre parte di un ingranaggio che si muove alla perfezione, impagabile.
Ed io amo tutto ciò, profondamente, il che è uno dei principali ostacoli ad un mio sereno vivere in Italia. Alternativa che, ovviamente, prendo poco in considerazione.

Cosa si oppone, dall’altro lato?
Innanzitutto, direi “il muro”. L’espressione è probabilmente abusata, ma indica quella serie di atteggiamenti che i giapponesi adottano per farti capire che TU sei straniero, ovvero non sei parte di “noi”; sei semplicemente fuori dalla comunità. Probabilmente, la mia ipersensibilità verso questo punto è determinata anche dal fatto che la mia esperienza l’ho vissuta in campagna, in una piccola cittadina nel mezzo delle montagne… magari, ecco, in città le cose vanno meglio, da questo punto di vista; di sicuro, poi, ci sono più cose da fare (come ho avuto modo di appurare quest’estate grazie all’ospitalità di un mio amico, Luca, e della sua host-family, la famiglia Shirai, che mi hanno sopportato pazientemente per 9 giorni, senza che io abbia poi avuto modo di ricambiare), e sarebbe sbagliato giudicare il Giappone – che è tutto città – dalla mia limitata esperienza nella campagna. Conosco tuttavia la spiacevole sensazione di essere guardato di sottecchi per strada.
Insomma, non che io non abbia le mie responsabilità, ma alla fine non è stata solo colpa mia se dopo 6 mesi di liceo ad Iida sono rimasto comunque sostanzialmente solo, senza amici per cui valga la pena tornare; non vorrei fare la stessa fine all’università.

Il secondo punto è il lavoro: oltre agli orari che spesso sono allucinanti (almeno per chi vuole far carriera), le lauree italiane non sono riconosciute in Giappone, e lo stesso dicasi per quelle giapponesi in Italia. Che fare? Di borse di studio universitarie per il Giappone ce ne sono, e visti i test d’ingresso e l’esiguo numero di partecipanti direi che non è nemmeno impossibile aspirare a prenderne una. Questa sarebbe, ovviamente, una scelta che mi segnerebbe per la vita perché, ammesso che vada tutto per il meglio, una volta presa una laurea in Giappone la vorrei probabilmente sfruttare: questo riporta però al punto uno, in quanto non c’è nessuno che mi garantisca di non essere discriminato sul posto di lavoro, ancora una volta ipotizzando il migliore dei casi, in cui io riesca a trovarlo.

Non so, sinceramente, fino a che punto sia possibile per uno straniero integrarsi con la società giapponese… ma restare tutta la mia vita un outsider, questo preferirei evitarlo.
D’altro canto… il Giappone è sempre il Giappone.

Ecco il mio confuso delirio su una possibile vita giapponese. Qualcuno condivide?

18

Scrivendo il post di prima… mi sono reso conto che, in Giappone, ho ormai ufficialmente 18 anni!

Tanti auguri a me!

🙂

io dalle parti di Nikko!

io in quel di Nikko, Luglio 2009

La foto mi sembrava appropriata ^^

The sound of silence

Se fossi ancora in Giappone, vi direi: gobusata shite gomennasai (御無沙汰して御免なさい), scusatemi per il lungo silenzio. In effetti, rileggendo l’ultimo articolo non potevo non avere l’impressione di aver lasciato tutto in sospeso.

Sono fatto così: a volte scrivo cento post tutti d’un fiato, altre invece, come accade ultimamente, non tocco il blog né rispondo ai commenti per mesi e mesi. Probabilmente è un tratto del mio carattere: successe così anche col mio vecchio blog, quando avevo ancora 13 anni e scrivevo l’immagine di un Giappone immaginario ricavata da libri… senza immaginare nemmeno glorie e miserie del Giappone vero.

Oggi, comunque, non dirò di essere tornato definitivamente, ma penso che, piuttosto che lasciarlo così, aggiornerò il blog, di tanto in tanto, compatibilmente con quello che mi va di fare… del resto, a proprietario lunatico corrisponde blog lunatico!

お待たせしました。

P.S. Totalmente a sproposito… a tutti i partecipanti del Japan Europe Mutual Understanding Program 2009/2010: in bocca al lupo da un vostro “senpai”!!

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.