inGiappone

dicembre 20, 2008

La scopa del rispetto

In Giappone, i bidelli non esistono: sono sempre gli alunni a pulire la scuola, e lo fanno in un modo che mi ricorda molto il celebre indovinello della Sfinge. Alle scuole elementari, infatti, i bimbi puliscono in ginocchio, passando stracci sul pavimento (in effetti, non so se sia così universalmente, ma fuziona così alla scuola del mio “host-cugino”); alle medie, sempre in ginocchio, ma con una scopetta; al liceo, invece, rivoluzione: si passa ad una vera e propria scopa. Senonché, non è una vera e propria scopa, ma – e ci mancherebbe altro: non solo hai l’onore di spazzare per terra ma poi vuoi anche stare dritto con la schiena? – una scopetta col manico monco, che ti costringe a chinarti per pulire… in questo senso:

[non me la carica… vabbè, immaginatemi curvo su una scopa (quasi) senza manico!]

Notare che io non sono particolarmente alto (hehe, come suonano bene le parafrasi alla giapponese!)…

Anche all’interno del “democratico” liceo, comunque, si osserva un ordine: i senpai, cioè i san-nen-sei (quelli che sono in terzo liceo, ovvero l’ultimo anno) puliscono le proprie aule (il che include svuotare i 5 cestini della raccolta differenziata) ed i corridoi davanti alle classi; i ni-nen-sei (ovvero i secondini, tra cui sono anche io) puliscono le proprie aule ed i corridoi antistanti, le aule dei professori, le scalinate interne ed i corridoi di connessione tra le parti della scuola; gli ichi-nen-sei (i primini) puliscono, oltre alle proprie aule e all’uscio della scuola, le aule comuni (tipo: biblioteca, aula di arte, aula computer, aula di scrittura, aula di commemorazione del centenario scolastico; e ce ne sono a non finire) e i bagni.

Un po’gerarchizzato, non vi pare?

8 commenti »

  1. udiu xD questo lo sapevo ma non immaginavo tanto. Credevo solo la propria aula. Cioè, il giappone, il paese della gomma automatica, della montagne di confezioni, degli omini che ti indicano la strada a ogni curva – non ha i bidelli? è quasi incredibile.
    Tu in che anno sei? xD no,perchè l’anno prossimo dovrei andarci anch’io per un anno e la prospettiva di essere primina mi spaventa assai.

    Commento di saya — dicembre 20, 2008 @ 1:16 am

  2. Questa e’ una curiosa cosa che vedo spesso nei dorama giapponesi ^^
    Solo che la prima volta che li ho visti, pensavo li avessero schiavizzati
    per una qualche ragione.😄
    E invece poi ho capito il meccanismo. Beh, alla fine i risultati si vedono!
    Con centinaia di “bidelli” al lavoro non sono riuscito a trovare un granello
    di polvere nella scuola che ho visitato.

    Commento di Alfredo — dicembre 20, 2008 @ 4:50 am

  3. La trovo una cosa geniale nella sua semplicità. In questo modo i ragazzi vengono responsabilizzati ed imparano a convivere armoniosamente con l’ambiente circostante fin da piccoli. Non a caso i giapponesi sono rinomati anche per l’estrema pulizia dei luoghi pubblici.

    Commento di Simone — dicembre 20, 2008 @ 7:31 am

  4. @Simone: anche io! E’ ovviamente così che si insegna il rispetto.. non con il “per piacere non buttate le carte della pizza per terra (ma anche se lo fate tanto passa il bidello che pulirà per voi)
    @Alfredo: la mia scuola non è pulita come un ospedale, a dire il vero… diciamo che, almeno qui, fanno il minimo indispensabile. Che poi il minimo indispensabile giapponese sia assolutamente accettabile, ed, aiutati dal fatto che i giapponesi non sporcano di loro ed usano le ciabattine, non ci resti poi molto da pulire, è un altro paio di maniche! Alla fine, insomma, la scuola non è lucida e splendente (se escludiamo i giorni di pulizia straordinaria, in cui si lucidano i pavimenti con la cera) ma senz’altro pulita in maniera accettabile.
    @Saya: leggi il mio prossimo post!

    Commento di marco — dicembre 20, 2008 @ 11:40 am

  5. Mmm, non so, non mi convince molto, ad essere sincera. Lo sai che ti appoggio incondizionatamente nella visione di diversi aspetti della società giapponese, che dimostrano un’idea base di civiltà che è a distanza siderale da quella italiana, però non riesco a convincermi che sia utile inculcare il rispetto per gli altri (e quindi, ovviamente, anche per gli spazi comuni) costringendo i bambini delle scuole elementari a pulire per terra bocconi, armati solo di straccio. Se è per questo non concepisco nemmeno per quale tipo di mortificazione non siano utilizzabili scope vere e proprie, ma diciamo che i bambini sono quelli che mi hanno colpito di più. E’ vero che il rispetto non si insegna ripetendo annoiati “per piacere non buttate le carte della pizza per terra (che comunque i bidelli non si sa se le raccolgono, visto che alcuni impegnano le giornate a preparare i fagiolini per il pranzo)”, ma se non sai perché lo fai non cambia molto tra i due metodi (anche se uno lascia la classe pulita e l’altra no, ne convengo :D). E se sai perché lo fai (come penso sia) non c’è bisogno di costringerti a farlo in condizioni di scomodità, visto che sei nel paese del temperamatite elettrico!

    Insomma, alla fine il commento te l’ho scritto, ma ho beccato l’unico argomento su cui ero in disaccordo con te xD Ammettiamolo, ho un certo talento per questo, tra i molti talenti che ho xDD

    Prometto che la prossima volta trovo qualcosa da commentare che produca solo cose tipo “AWWWW” e “Questo sì che è un paese civile” e “Lo voglio anche io!”, d’accordo? ;D

    Commento di Silvia — dicembre 21, 2008 @ 3:35 am

  6. alla scuola elementare dei miei figli i bambini puliscono anche i bagni (leggasi cessi), il cortile e a turno anche le strade fuori dalla scuola. Sono sicuro che tutti questi bambini, una volta cresciuti, non butteranno mai per terra nulla e avranno un gran rispetto per l’ambiente.😀

    Commento di Rob — dicembre 21, 2008 @ 8:10 pm

  7. @Rob: effettivamente, con le pulizie intendevo proprio “le pulizie”, anche dei bagni!! Anche qui si puliscono le strade fuori dalla scuola, specialmente d’autunno quando cadono le foglie!
    @Silvia: secondo me invece non è poi così drammatico… i bambini fanno le pulizie tutti insieme col sorriso sulle labbra, aiutati dalle maestre che nel frattempo rimettono a posto la classe o danno consigli. Insomma, non che abbiano possibilità di scelta, ma alla fine l’impressione vedendoli pulire non è da “lager” dove vengono costretti ad ingoiare scope piene di polvere (?) ma di un momento divertente di gioco collettivo…

    Commento di marco — dicembre 23, 2008 @ 8:48 pm

  8. […] completare il quadretto di ironia della sorte, rinfrescatevi la memoria qui e […]

    Pingback di Mai dire mai… « inGiappone — dicembre 27, 2008 @ 11:18 pm


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