inGiappone

dicembre 15, 2008

Alle volte, ritornano: Akashi Kaikyō Ōhashi

Se non fosse stati già soddisfatti da un post e un quarto sul ponte Akashi Kaikyō (anzi, per la precisione, Grande Ponte Akashi Kaikyō), sono qui, pronto a venirvi in soccorso. (sì, lo so che probabilmente non ve ne frega molto… ma, in fondo, è il mio blog, e posso decidere per autocompiacimento di propinarvi qualsiasi cosa! :P)

Il ponte connette Kōbe ad Awaji-shima, una sottopopolata terra di nessuno la cui attrattiva principale sono i campi di cipolle. Ora, che bisogno ci fosse di costruire un ponte del genere… lo potete capire dalla mappa: l’isola di Awaji, infatti, fa da ponte tra la popolosa zona del Kansai e la semi-deserta Shikoku, bastava unire lo stretto di Akashi e lo stretto di Naruto. Si sperava, dunque, che un migliorato accesso potesse dar via ad un decollo economico per Shikoku, ma così non è stato: le facilitazioni per le compagnie ortofrutticole di Shikoku e per chi viaggia, in compenso, restano comunque.

sul cartello: "Akashi Kaikyō Ōhashi - Zenmen chuuteisha kinshi" ovvero: "Grande Ponte Akashi Kaikyō - Divieto di sosta e fermata su tutta la superficie". Notare quanto sia curvo il piano stradale...

Si parlava, comunque, del ponte Akashi Kaikyō, detto anche “Ponte delle perle” per via della sua particolare illuminazione notturna: è un vero e proprio capolavoro ingegneristico non solo per la sua imponenza (le torri sono alte quanto grattacieli di 80 piani, e le loro fondamenta ne aggiungono altri 30; la campata principale è di 1991 metri; i cavi che sospendono il ponte sono spessi 1 metro e 12 centimetri e  sono formati ciascuno da 36’830 fili più piccoli: se messi in fila, sarebbero lunghi 300’000 kilmometri; per gli ancoraggi sono state necessarie 350’000 tonnellate di cemento e, per costruire torri e cavi, il 25% della produzione giapponese di acciai speciali è stata impegnata per 7 anni) ma anche per il luogo in cui è stato costruito, soggetto a terremoti, a tifoni e a forti correnti marine.

finalmente sul ponte!!! provate a contare le croci di acciaio della prima torre, e poi quelle della seconda... noterete che nella prima sono quattro, e nella seconda tre!

finalmente sul ponte!!! provate a contare le croci di acciaio della prima torre, e poi quelle della seconda... noterete che nella prima sono quattro, e nella seconda tre! Com'è possibile? Il ponte è talmente curvo che, guardando da un'estremità, la prima croce scompare sotto il piano stradale!

Le due torri, durante la costruzione, sopravvissero al Grande Terremoto di Awaji, Kōbe ed Ōsaka, che costrinse i progettisti a rimodellare il ponte in modo che la campata fosse un metro più larga: questo incidente di percorso ha fatto sì che i metri della campata fossero 1’991, come il mio anno di nascita, e ciò… beh, insomma, non che io creda alle coincidenze, però me lo ha fatto stare subito simpatico!

non vorrei essere l'uomo che deve stringere tutti quei bulloni...!

non vorrei essere l'uomo che deve stringere tutti quei bulloni...!

Ciò che testimonia l’amore dei giapponesi per il ponte è l’area di servizio che si trova sull’autostrada subito dopo di esso: costruita in modo che, da qualsiasi direzione si venga, si possa tornare indietro nella stessa direzione (per potersi godere un prazo in compagnia del ponte!), include anche una ruota panoramica ed un mini parco a tema che spiega i fondamentali del ponte.

confrontate la mia altezza con lo spessore del cavo!

confrontate la mia altezza con lo spessore del cavo, ed avrete un'idea della sua imponenza

Notare l’amore che i giapponesi nutrono per l’aria condizionata: la mettono anche sulla ruota panoramica!

cabina con aria condizionata... altro che la spartana dondolosità del LunEur!

cabina con aria condizionata... altro che la spartana dondolosità del LunEur!

Infine, la classica foto di rito, con me, Okaasan, l’immancabile placca commemorativa e, di striscio, anche il ponte sullo sfondo:

-(

io ed Okaasan al ponte Akashi Kaikyō: peccato che per la foto collettiva non ci sia stato tempo😦

Per ultima, l’immancabile foto del ponte per intero:

non che la foto sia venuta particolarmente bene ma... insomma, dovevo pur farla!!

non che la foto sia venuta particolarmente bene ma... insomma, dovevo pur farla!!

Alla prossima!

8 commenti »

  1. Non c’e’ che dire, davvero un ponte con la P maiuscola. Quando passero’ dalle parti di Osaka,
    non sarebbe male vederlo dal vivo! Peccato per il brutto tempo🙂

    Commento di Alfredo — dicembre 16, 2008 @ 3:01 am

  2. Che bello questo ponte!
    Io ho visto dal vivo solo il ponte sull’Oresund, anche quello è suggestivo e viene bene in foto. Probabilmente però non deve affrontare i terremoti come questo. Decisamente un capolavoro.

    Commento di cinciamogia — dicembre 16, 2008 @ 7:26 am

  3. marco ma tua madre sembra ingessata, viene sempre nelle stesse posizioni in tutte le foto, non e´che ti porti dietro il cartone?!? ok la smetto baci carlotta

    Commento di carlotta — dicembre 16, 2008 @ 3:38 pm

  4. xDDDD ipotesi suggestiva!!

    Commento di marco — dicembre 16, 2008 @ 10:03 pm

  5. ^^ è splendidooooo!!!!
    @cinciamogia: ahinoi, le fotografie del ponte non le ho potute fare bene… io volevo andarci DENTRO (si può) e scattare un bel grandangolo da sotto!!!
    peccato, sarà per la prossima!

    Commento di marco — dicembre 16, 2008 @ 10:04 pm

  6. Ehm come “dentro al ponte”? Da dove si entra? Pensavo ci si passasse solo sopra (‘niorante, eh?)

    Commento di cinciamogia — dicembre 17, 2008 @ 4:36 am

  7. Molto bello il ponte. Poi bianco è un bel colpo d’occhio!!
    Certo che mi sa che cme entri nelle cabine con aria codizionata, ti congeli e all’uscita ti scogli all’uscio!😄

    Commento di taro — dicembre 18, 2008 @ 9:46 pm

  8. Che bello!!

    Commento di nicola — dicembre 26, 2008 @ 8:30 am


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