Oggi nasce una nuova rubrica, intitolata: “anche i Giapponesi, nel loro piccolo…”. Mi sono reso conto che, dal mio blog, il Giappone sembra il regno della perfezione (ed in effetti è quanto di più vicino io abbia mai visto…), ma – come direbbe il padre della mia migliore amica con un’enfasi che io di certo non riuscirò mai ad imitare – “tutto il mondo è paese!”. Dunque, anche il Giappone ha i suoi lati oscuri: alle volte, come nel post di oggi, fanno sorridere – e questo giustifica il “nel loro piccolo” – ma visto che prima o poi scoprirò qualche seria magagna la incasellerò prontamente in questa rubrica.
Che ve ne pare?
Anche i Giapponesi, nel loro piccolo… si ribellano.
Come mai la chiamo ribellione? (e soprattutto, cosa c’è nella foto?)
Nelle scuole giapponesi, è obbligatorio indossare una divisa (seifuku), rigidamente uguale per tutti gli alunni. Ma lo spirito creativo alberga in ognuno di noi, ed i giapponesi non fanno eccezione: come poter esprimere lo stesso la propria personalità, dunque? Indossando, sotto la camicia della divisa, delle magliette con colori accesi o molto definiti, i cui disegni risaltino anche sotto la camicia. Geniale!? Ecco, non troppo, a dire il vero, in particolare in questo periodo dell’anno… l’estate giapponese è torrida, e, se io con solo la camicia sudo, posso immaginare il caldo che faccia lì dentro. Tra l’altro, anche durante l’ora di educazione fisica tengono la loro maglietta personalizzata, il che li obbliga a tenere, sopra la t-shirt, la FELPA della divisa da ginnastica, portandoli a temperature interne prossime al collasso.
Eh già: spiriti ribelli, questi giovani di oggi.
(effettivamente, quando durante educazione fisica sudano come delle bestie con la felpa pur di tenere la loro maglietta, fanno davvero tenerezza)





